Vent’anni di Borsa americana, misurati in oro

In vent’anni l’S&P 500 è salito di oltre il 400% in dollari. Misurato in oro, il solo prezzo dell’indice vale il 12% in meno di allora. Con i dividendi reinvestiti, però, la Borsa resta avanti.

Novembre 2006: l’indice delle 500 maggiori società americane vale circa 1.400 punti. Oggi supera i 7.500. Sembra un trionfo, e in dollari lo è.

Ma un prezzo dice sempre due cose: quanto vale un bene e quanto vale la moneta con cui lo misuri. Cambiamo metro. Misuriamo la Borsa in oro e guardiamo cosa resta.

 

Perché misurare in oro

Ogni prezzo è un rapporto. Quando diciamo che l’S&P 500 vale 7.576 punti, lo stiamo esprimendo in dollari. Se il dollaro perde potere d’acquisto, l’indice sale anche per questo, non solo perché le aziende valgono di più.

L’oro è un metro diverso. Nessuna banca centrale lo stampa, e da secoli è usato come riserva di valore. Per questo molti analisti lo usano come unità di misura alternativa, per confrontare la Borsa con un bene che non dipende da una singola moneta. Non è un metro fisso: anche il suo valore sale e scende.

Misurare la Borsa in oro non dice quale dei due sia migliore. Dice quale dei due è cresciuto di più, nello stesso periodo.

 

Il punto di partenza e quello di arrivo

Il calcolo è semplice: si divide il valore dell’indice per il prezzo di un’oncia d’oro. Il risultato dice quante once d’oro vale l’indice. Se il numero scende, l’oro si è rivalutato più della Borsa.

 

Novembre 2006 

2 Novembre 2026

S&P 500 (punti)

1.401

7.576

Oro (dollari per oncia)

647

3.961

S&P 500 espresso in once d’oro

2,17

1,91

L’indice di prezzo si è moltiplicato per 5,4. L’oro per 6,1. Per questo, misurato in oro, il prezzo della Borsa americana oggi è più basso di vent’anni fa.

 

Due corse a confronto

 
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Il sorpasso non è stato lineare. Dopo pochi mesi iniziali, l’oro è rimasto avanti fino al 2018. La Borsa lo ha superato brevemente tra il 2018 e il 2019, e per gran parte del periodo tra il 2021 e il 2024. Dal 2025 l’oro è tornato stabilmente davanti, anche dopo il calo iniziato a febbraio 2026.


Vent’anni in un grafico

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La linea tratteggiata orizzontale è il punto di partenza. Misurato in oro, il prezzo dell’indice è rimasto sotto quel livello circa quattro mesi su cinque. Lo ha superato nei primi mesi del 2007, a tratti tra il 2018 e il 2019 e per buona parte del periodo 2021–2024.

Tre fasi in vent’anni

La linea non scende in modo uniforme. Racconta tre storie diverse.

2006–2011: il crollo. Nell’ottobre 2007 l’S&P 500 chiude il mese a 1.549 punti, poi arriva la crisi finanziaria. A febbraio 2009 l’indice chiude a 735 punti: meno della metà. Nello stesso periodo l’oro, pur con forti oscillazioni, passa da circa 790 a oltre 940 dollari, e continua a salire: ad agosto 2011 chiude il mese a 1.829 dollari. In quel momento l’S&P 500 vale appena 0,67 once, quasi il 70% in meno rispetto al 2006. È il minimo dei vent’anni.

2011–2021: la rimonta. Con tassi bassi e politiche monetarie espansive la Borsa corre, e nemmeno il crollo del marzo 2020 ne interrompe la salita. L’oro invece rallenta: a giugno 2013 è già sceso a 1.224 dollari, a dicembre 2015 tocca 1.060. Poi risale, e a dicembre 2021 chiude il mese a 1.829 dollari, lo stesso livello dell’agosto 2011. Nel frattempo l’S&P 500 è passato da 1.219 a 4.766 punti. Il rapporto quasi si quadruplica e tocca il massimo: l’indice vale 2,61 once.

2021–2026: il ritorno dell’oro. Nel 2022 la Borsa scende con il rialzo dei tassi, poi riparte e supera i 7.500 punti. Ma l’oro corre più veloce: da circa 2.070 dollari a fine 2023 arriva a 5.248 a febbraio 2026. In quel mese l’S&P 500 vale solo 1,31 once. Da allora il metallo ha perso circa un quarto del suo valore e il rapporto è risalito a 1,91. Resta comunque circa un quarto sotto il picco del 2021. 

Dipende da dove parti

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Il risultato cambia con il punto di partenza, ma il quadro è coerente. Sui 20, 5 e 2 anni l’oro in dollari è cresciuto più della Borsa. Solo sui dieci anni le due corse quasi si equivalgono.

E i dividendi?

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Fin qui il confronto usa il solo prezzo dell’indice. Ma le aziende dell’S&P 500 distribuiscono ogni anno una parte degli utili, e chi li reinveste fa crescere il capitale più dell’indice di prezzo. L’oro, invece, non produce reddito.

Con un dividendo medio stimato tra l’1,5% e il 2,5% annuo, in vent’anni l’S&P 500 con dividendi reinvestiti si moltiplica per circa 7,3–8,9 volte, contro 6,1 dell’oro. Misurato in oro, il risultato passa da −12% a un guadagno tra il 19% e il 45%.

Il punto, quindi, non è che l’oro abbia battuto la Borsa. È che l’oro, senza produrre reddito, è cresciuto più del prezzo dell’indice e non lontano dal suo rendimento totale. E ha retto meglio nelle fasi di crollo della Borsa, come nel 2008–2009 e nel 2022.

Cosa ci insegna

Un numero che sale non significa, da solo, diventare più ricchi. Dipende dal metro.

  • Il metro conta. In dollari quasi tutto sale nel tempo, anche perché il dollaro perde potere d’acquisto. Cambiare metro aiuta a capire quanto di quella crescita è reale.
  • Nessun asset vince sempre. Tra il 2011 e il 2021 la Borsa ha battuto nettamente l’oro. Prima e dopo è successo il contrario. Chi guarda un solo periodo vede solo metà della storia.
  • Il confronto va fatto per intero. Le azioni pagano dividendi, l’oro non produce reddito. Un confronto onesto considera entrambe le cose.
  • La diversificazione è una scelta personale. Alcuni risparmiatori tengono una parte del patrimonio in oro fisico, che si muove con logiche diverse dalla Borsa. È una scelta da valutare in base ai propri obiettivi.

Vale anche al contrario. Da febbraio 2026 l’oro ha perso circa il 25% del suo valore in dollari: chi avesse comprato tutto al picco oggi vedrebbe una perdita. Nessun metro protegge da tutto. Ognuno racconta una parte della storia, e il quadro completo si vede solo mettendoli insieme.

Think Gold vuol dire proprio questo: guardare i numeri da un’altra prospettiva, prima di decidere. Con Solidus puoi accumulare oro fisico anche con piccoli importi, direttamente dall’app.

Investire in oro comporta rischi: il prezzo può scendere, ci sono costi di acquisto, vendita e custodia, e per chi compra in euro conta anche il cambio con il dollaro.

Domande frequenti

Cosa significa misurare l'S&P 500 in oro?

Significa dividere il valore dell’indice per il prezzo di un’oncia d’oro. Il risultato dice quante once d’oro vale l’indice. Se il numero scende, l’oro si è rivalutato più della Borsa.

No. Dipende dal periodo e da come si fa il conto. Tra il 2011 e il 2021 la Borsa ha battuto nettamente l’oro. Inoltre le azioni pagano dividendi, mentre l’oro non genera cedole.

Le aziende dell’S&P 500 distribuiscono ogni anno una parte degli utili. Chi li reinveste vede crescere il capitale più dell’indice di prezzo. Con un dividendo medio tra l’1,5% e il 2,5% annuo, su vent’anni la Borsa con dividendi reinvestiti ha fatto meglio dell’oro: il confronto si ribalta.

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Nota metodologica e avvertenze

 

  • Dati: Yahoo Finance, indice S&P 500 (^GSPC) e future sull’oro COMEX a scadenza più vicina (GC=F). Chiusure dell’ultimo giorno di ogni mese, da novembre 2006 a ottobre 2026; l’ultimo dato è la chiusura del 2 novembre 2026.
  • Dividendi: i grafici principali usano il prezzo dell’indice, senza dividendi reinvestiti. La sezione sui dividendi è una stima con rendimento medio costante, senza tasse né costi.
  • Valuta: tutti i valori sono in dollari USA. Per un investitore in euro il risultato varia con il cambio EUR/USD.
  • Periodo: il risultato dipende dalle date di inizio e di fine scelte.
  • Future, non spot: il prezzo del future si discosta di poco dal prezzo spot dell’oro, ma non coincide.

Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informativa e divulgativa e non costituisce, in alcun modo, consulenza in materia finanziaria, legale o fiscale, né rappresenta un’offerta al pubblico o una sollecitazione all’investimento. Le performance storiche e le eventuali previsioni non costituiscono garanzia di risultati futuri.

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